NOSTOS APS

Associazione Nazionale Anti-Mobbing

A CHI RIVOLGERSI FUORI DALL’AZIENDA

Quando i canali interni non bastano, conoscere i propri riferimenti può aiutarti a scegliere il passo successivo.

Prima di cercare una soluzione, cerca orientamento

Non devi sapere già quale sia il tuo problema per chiedere aiuto.

Può capitare che ciò che stai vivendo non trovi una risposta nei canali interni all’azienda.

Oppure può accadere che tu non sappia a chi rivolgerti, che abbia già provato a segnalare ciò che sta accadendo o che tu abbia bisogno di un punto di vista esterno e indipendente.

In questi casi puoi valutare anche riferimenti esterni all’organizzazione.

Non tutti svolgono la stessa funzione.

Conoscere il loro ruolo ti permette di capire a chi chiedere ascolto, consulenza, tutela o una valutazione più specifica.

Da dove puoi cominciare?

Non esiste un unico percorso valido per tutti.

La scelta dipende da ciò che sta accadendo, dalla gravità della situazione, dalle eventuali conseguenze sulla salute e dal tipo di tutela di cui hai bisogno.

Puoi iniziare anche semplicemente da una domanda:

“Ho bisogno di capire cosa sta succedendo, di tutelare la mia salute, di conoscere i miei diritti oppure di segnalare una possibile violazione?”

A seconda della risposta, possono esserci riferimenti diversi.

Il tuo medico di medicina generale può essere un primo riferimento quando la situazione lavorativa sta avendo ripercussioni sulla tua salute.

Puoi raccontargli i sintomi, il disagio o i cambiamenti che hai notato e chiedere una valutazione sanitaria.

Il medico può aiutarti a comprendere se è necessario un approfondimento clinico e, quando opportuno, indirizzarti verso altri professionisti o servizi sanitari.

QUANDO PUÒ ESSERE UTILE RIVOLGERSI AL MEDICO?

Quando, ad esempio:

  • il disagio sta incidendo sul sonno, sull’umore o sulla vita quotidiana;
  • avverti sintomi fisici o psicologici che non avevi prima;
  • senti che la situazione lavorativa sta compromettendo il tuo equilibrio;
  • hai bisogno di documentare e affrontare correttamente un problema di salute.

Non è necessario aspettare di stare molto male per parlarne.

Un professionista della salute psicologica può aiutarti a comprendere ciò che stai vivendo e le conseguenze che la situazione lavorativa sta producendo su di te.

Il suo ruolo non è stabilire da solo se una situazione costituisca giuridicamente mobbing.

Può però aiutarti a:

  • riconoscere i segnali di disagio;
  • comprendere le conseguenze psicologiche della situazione;
  • recuperare strumenti per affrontarla;
  • valutare insieme il percorso più adatto;
  • documentare, quando necessario e secondo le competenze professionali, gli aspetti clinici della situazione.

Chiedere un aiuto psicologico non significa riconoscersi come “malati” né significa ammettere di essere la causa del problema.

Può essere uno strumento di tutela della propria salute.

Il sindacato può offrire assistenza e orientamento sulle questioni che riguardano il rapporto di lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Il sindacato può inoltre aiutarti a comprendere quali strumenti contrattuali o procedure di tutela possono essere attivati.

Può essere utile, ad esempio, quando la situazione riguarda:

  • mansioni e inquadramento;
  • trasferimenti;
  • provvedimenti disciplinari;
  • orario e condizioni di lavoro;
  • retribuzione;
  • licenziamento;
  • contestazioni o altre controversie sul rapporto di lavoro.

Cosa puoi chiedere

  • Quali diritti possono essere coinvolti nella mia situazione?
  • Quali strumenti di tutela posso utilizzare?
  • È previsto un intervento o una procedura attraverso il sindacato?
  • È opportuno coinvolgere un avvocato?
  • Quali conseguenze possono avere le diverse scelte che sto valutando?

Il patronato può offrire assistenza per pratiche e prestazioni previdenziali e assistenziali e può essere un riferimento quando la situazione lavorativa ha conseguenze anche su questi aspetti.

Può essere utile, ad esempio, per orientarsi rispetto a:

  • prestazioni previdenziali;
  • invalidità e altre tutele assistenziali;
  • pratiche collegate a eventi che incidono sulla capacità lavorativa;
  • rapporti con gli enti previdenziali e assicurativi.

Il patronato non sostituisce l’avvocato per una valutazione legale della situazione lavorativa.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro svolge attività di vigilanza sul rispetto della normativa in materia di lavoro, legislazione sociale, contribuzione e salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Può essere un riferimento quando ritieni che possano esserci violazioni della normativa sul lavoro che richiedono una segnalazione o un intervento.

L’INL mette a disposizione anche il servizio di richiesta di intervento ispettivo e indica che esposti e segnalazioni devono essere inoltrati alla sede territoriale competente.

Quando può essere utile?

  • condizioni di lavoro;
  • normativa lavoristica;
  • salute e sicurezza;
  • obblighi del datore di lavoro;
  • altri aspetti rientranti nelle competenze dell’Ispettorato.

L’Ispettorato non è un servizio psicologico e non sostituisce una consulenza legale.

Il suo ruolo è diverso: riguarda principalmente la vigilanza e il rispetto della normativa di competenza.

La Consigliera o il Consigliere di Parità è una figura istituzionale alla quale ci si può rivolgere per situazioni di discriminazione sul lavoro legate al genere e, nei casi previsti dalla normativa, per le relative forme di tutela.

Il Ministero del Lavoro indica la Consigliera o il Consigliere di Parità provinciale o regionale tra i riferimenti cui può rivolgersi chi ritiene di essere vittima di una discriminazione di genere.

La rete delle Consigliere di Parità collabora inoltre con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro per il contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.

Può essere utile soprattutto quando la situazione riguarda:

  • discriminazioni legate al genere;
  • molestie;
  • molestie sessuali;
  • trattamenti sfavorevoli collegati alla gravidanza o alla maternità;
  • discriminazioni nelle condizioni di lavoro o nella carriera.

Non tutte le situazioni di mobbing rientrano nelle competenze della Consigliera di Parità.

Per questo è importante capire prima se nella situazione concreta esiste anche un profilo di discriminazione di genere.

L’avvocato specializzato in diritto del lavoro può aiutarti a valutare la situazione dal punto di vista giuridico.

È il riferimento da considerare quando hai bisogno di capire:

  • quali diritti potrebbero essere stati violati;
  • come valutare documenti e provvedimenti;
  • quali responsabilità possono essere coinvolte;
  • se esistono i presupposti per una contestazione o un’azione;
  • quali conseguenze possono avere dimissioni, accordi o altre decisioni.

Non è necessario aspettare di aver deciso di andare in tribunale per chiedere una consulenza.

Una consulenza preventiva può servire proprio a evitare decisioni prese senza conoscere le possibili conseguenze.

Lo psicologo del lavoro può aiutare a leggere la relazione tra la persona e il contesto organizzativo in cui lavora.

Può essere utile per osservare dinamiche relazionali, organizzative e professionali, individuare fattori di disagio e contribuire a comprendere come la situazione lavorativa stia incidendo sulla persona.

Il suo ruolo non è stabilire da solo se esista una responsabilità giuridica dell’azienda. Può invece fornire un contributo professionale alla comprensione della situazione e, quando ne ricorrano i presupposti e nell’ambito delle proprie competenze, alla valutazione degli aspetti psicologici.

Il medico legale valuta, nell’ambito delle proprie competenze, gli aspetti medico-legali di una lesione o di una patologia e le eventuali conseguenze sulla persona.

Può essere coinvolto quando è necessario valutare un possibile danno biologico, il rapporto tra una patologia e un determinato evento o condizione e le conseguenze medico-legali che ne derivano.

La valutazione medico-legale del danno biologico riguarda la lesione dell’integrità psicofisica della persona. INAIL la definisce come una lesione suscettibile di valutazione medico-legale e, per le proprie prestazioni, la quantifica attraverso specifiche tabelle.

QUANDO PUÒ ESSERE UTILE RIVOLGERSI AL MEDICO LEGALE?

Può essere utile quando, oltre a comprendere ciò che è accaduto, diventa necessario valutare le conseguenze sulla salute e l’eventuale entità di un danno.

La valutazione medico-legale può assumere particolare importanza quando si sta valutando una richiesta di risarcimento o una tutela assicurativa.

tipologia del danno:

Danno Biologico:

Riguarda la lesione dell’integrità psicofisica della persona, accertabile attraverso una valutazione medico-legale. È una categoria distinta dalle altre conseguenze patrimoniali. INAIL utilizza una specifica definizione e tabelle per la valutazione del danno biologico nelle proprie prestazioni assicurative.

Danno Patrimoniale:

Riguarda le conseguenze economicamente valutabili subite dalla persona, come una perdita economica o un mancato guadagno, quando ne ricorrano i presupposti.

Danno Professionale:

Può riguardare il pregiudizio prodotto sulla professionalità, sulle competenze, sulla posizione e sulla possibilità di sviluppare il proprio percorso lavorativo.

Danno Morale:

Riguarda la sofferenza e il patimento interiore conseguenti alla lesione di un diritto o di un interesse tutelato, quando ne ricorrano i presupposti.

Danno Esistenziale:

Può descrivere un pregiudizio concreto sulle abitudini di vita, sulle relazioni e sulla quotidianità della persona, quando una situazione lesiva determina un cambiamento significativo e dimostrabile.

Queste categorie non devono essere considerate come voci automaticamente cumulabili.

Una stessa vicenda può produrre più conseguenze, ma l’eventuale risarcimento dipende dalla prova del danno, dal nesso causale, dalla responsabilità accertata e dalla specifica qualificazione giuridica del pregiudizio.

Per questo è importante non cercare di stabilire da soli quale danno si è subito, ma raccogliere gli elementi utili e affidarsi ai professionisti competenti per la valutazione.

Il Consulente Tecnico di Parte (CTP) è un professionista scelto e incaricato da una delle parti per fornire un supporto tecnico nell’ambito di una controversia.

Può affiancare l’avvocato mettendo a disposizione competenze specialistiche necessarie per valutare gli aspetti tecnici del caso.

A seconda della materia, il CTP può essere, ad esempio, un medico legale, uno psicologo o un altro professionista competente.

Il CTP non decide chi ha ragione e non sostituisce il giudice. Fornisce alla parte e al suo legale una valutazione tecnica specialistica.

QUALI DANNI POSSONO ESSERE PRESI IN CONSIDERAZIONE?

Quando una situazione lavorativa provoca un pregiudizio, possono venire in rilievo diverse categorie di danno. La loro individuazione e l’eventuale risarcibilità dipendono dalla situazione concreta e devono essere valutate sul piano giuridico e, quando necessario, medico-legale.

INAIL è l’Istituto nazionale che gestisce l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Può entrare in gioco quando esiste una possibile malattia o lesione di origine lavorativa.

INAIL spiega che una malattia professionale può essere riconosciuta anche quando il lavoratore riesca a dimostrare la riconducibilità della patologia all’attività lavorativa, anche al di fuori delle malattie tabellate.

Per questo, se un professionista sanitario ritiene che possa esserci un’origine lavorativa della patologia, può essere importante informarsi anche sulle procedure previste.

Non è però necessario stabilire autonomamente che si tratti di una malattia professionale.

Prima di tutto occorre una valutazione sanitaria.

Una cosa importante da ricordare

Non devi rivolgerti a tutti.

Non esiste una sequenza obbligatoria.

Potresti aver bisogno prima di un medico, o di uno psicologo, o di capire quali siano i tuoi diritti.

Oppure di verificare una possibile violazione.

Il primo passo non deve essere necessariamente quello definitivo.

Può essere semplicemente il passo che ti permette di capire meglio quale sia quello successivo.

A CHI PUOI RIVOLGERTI?

Non tutte le situazioni richiedono lo stesso tipo di aiuto. Puoi orientarti in base a ciò di cui hai bisogno:

Se non sai da dove cominciare

Non devi già sapere cosa hai e quale professionista ti serve.
Il primo passo può essere semplicemente capire di che tipo di aiuto hai bisogno.

Puoi partire da tre domande:

1. La situazione sta compromettendo la mia salute?
→ medico di medicina generale e, se necessario, professionista della salute psicologica.

2. Ho bisogno di capire quali sono i miei diritti e le possibili conseguenze delle mie scelte?
→ sindacato e/o professionista legale.

3. Ritengo che ci sia una violazione o una discriminazione?
→ a seconda del caso, Ispettorato del Lavoro, Consigliera/e di Parità o altri organismi competenti.

Non devi già sapere quale sia la risposta giusta. Puoi iniziare chiedendo orientamento.

E se vuoi un primo orientamento?

Se non sai ancora come leggere ciò che sta accadendo, puoi anche chiedere un primo orientamento.

Nostos può aiutarti a ricostruire la situazione, comprendere quali aspetti meritano attenzione e valutare insieme quale possa essere il percorso più adatto.

Non sostituiamo i professionisti e gli organismi competenti.

Il nostro obiettivo è aiutarti a non arrivare impreparato al passo successivo.

Fonti e riferimenti

La presente guida è stata realizzata sulla base dei materiali informativi istituzionali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e dell’INAIL, relativi alla tutela dei lavoratori, alle discriminazioni sul lavoro, alle attività di vigilanza e alla tutela assicurativa delle malattie professionali.

Approfondimenti istituzionali