
Se stai vivendo un disagio lavorativo e pensi di essere vittima di mobbing è importante sapere come riconoscerlo e cosa fare. Questo ti aiuterà a uscire da una situazione tossica e a capire a chi rivolgerti per evitare, nel tempo, di ammalare la tua mente e il tuo fisico.
Ricordati innanzitutto che il mobbing non è un problema individuale, e non sei l’unica persona a subirlo. In altre parole, comprendi che il tuo disagio è causato dal mobbing, non da te.
Che cos’è il mobbing?
Con la parola “mobbing” si intende una forma di terrore psicologico esercitata sul posto di lavoro attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti da parte di superiori (mobbing verticale o bossing) o di uno o più colleghi (mobbing orizzontale). Si tratta di azioni che si ripetono per un lungo periodo di tempo, compiute da uno o più mobber per danneggiare qualcuno (il mobbizzato) in modo sistematico. Il mobbizzato viene accerchiato da aggressori che mettono in atto strategie comportamentali volte alla distruzione psicologica, sociale e professionale. Lo scopo di tali comportamenti può essere vario, ma sempre distruttivo.
Il mobbing può colpire ogni tipo di lavoratore, anche i migliori e i più produttivi; i suoi effetti possono causare stress lavorativo e arrivare ad estreme conseguenze quali depressione e suicidio. Proprio per il suo costo umano, il mobbing è a tutti gli effetti un fenomeno sociale.
Ricordati, però, che non tutte le controversie o le critiche nascondono un atto di mobbing. D’altro canto, singole azioni di mobbing prese singolarmente spesso non sono gravi e lasciano spazio a diverse interpretazioni. Infatti, per riconoscere il mobbing, è assolutamente necessaria una valutazione complessiva della situazione.
Come riconoscerlo?
Perché si possa parlare di mobbing, la condotta mobbizzante deve essere:
- protratta nel tempo: ripetuta e sistematica da almeno 6 mesi – 3 mesi in caso di “quick mobbing“, ovvero attacchi molto frequenti e intensi;
- frequente: le vessazioni devono avvenire con cadenza di alcune volte al mese, non si ritengono sufficienti episodi isolati;
- avere carattere e contenuto strettamente persecutori (intento di isolare, di indurre alle dimissioni);
- finalizzata alla mortificazione ed emarginazione del lavoratore.
In breve, per parlare di mobbing sono necessarie:
- una pluralità di vessazioni o violenze materiali e/o morali;
- la protrazione della condotta nel tempo;
- la volontà di ledere il lavoratore.
Se manca la continuità delle azioni vessatorie, si può rientrare nella sottocategoria dello straining, che consiste in una situazione di stress forzato in cui il lavoratore subisce azioni ostili limitate nel numero e/o distanziate nel tempo, ma con effetti negativi a lungo termine.
Ci sono, inoltre, diversi elementi che possono provare la condotta mobbizzante:
- provvedimenti disciplinari ingiusti;
- continui rimproveri ingiustificati alla presenza di altri colleghi;
- trasferimenti ingiustificati senza le comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive previste dall’art. 2103 del Codice Civile;
- emarginazione o isolamento del lavoratore;
- demansionamento e/o svuotamento delle mansioni;
- continuo sovraccarico di lavoro;
- ripetute visite fiscali;
- molestie sessuali.
Cosa fare?
Se pensi di essere vittima di mobbing, il nostro consiglio è reagire tempestivamente prima che possano insorgere gravi problemi di salute. Difendersi dal mobbing è possibile, identificando subito la situazione e cercando di prendere le distanze senza cadere nella trappola dei sensi di colpa. Per iniziare a difenderti puoi decidere di seguire questi utili consigli:
- non perdere la calma: è importante non essere impulsivi e aggressivi di fronte ai tentativi di violenza;
- cerca un confronto: prova a parlare in maniera costruttiva con i tuoi colleghi/superiori, al fine di tentare un chiarimento o semplicemente di informare della situazione che stai vivendo. Non parlare delle persone, ma dei fatti. Il datore ha l’obbligo di creare e mantenere un ambiente di lavoro sicuro, quindi può essere utile richiamarsi al diritto di lavorare in condizioni di salute non solo fisica, ma anche mentale.
- testimonia il mobbing. Prendi nota delle vessazioni subite, raccogliendo sempre: nome della fonte, date degli avvenimenti, testimoni presenti, e-mail, appunti e qualsiasi materiale scritto che attesti la situazione. Puoi anche chiedere copia degli atti d’ufficio che ti riguardano: è un tuo diritto;
- metti ogni richiesta per iscritto: ogni richiesta che inoltri ai tuoi superiori o colleghi deve diventare un atto formale. Molto spesso una mancata risposta ad una domanda fatta per iscritto può essere la prova di azioni mobbizzanti;
- prenditi cura della tua salute: se il malessere sul lavoro ha già un riscontro negativo sulla tua salute contatta subito un medico e fatti rilasciare i certificati che lo documentino;
- trova dei testimoni, sia tra gli attuali colleghi che lavorano con te in azienda che tra eventuali ex-colleghi. Indaga anche sugli ultimi licenziati, o sulle persone che hanno “spontaneamente” consegnato le dimissioni: potrebbero aver subito la tua stessa sorte;
- parlane con familiari e amici: riuscire a dialogare razionalmente con familiari ed amici dona consapevolezza e crea un fronte comune contro l’aggressore;
- non dare le dimissioni: spesso l’obiettivo del mobber è proprio quello di indurre la vittima alle dimissioni.
A chi rivolgersi?
Se nonostante i tuoi sforzi non riesci ad uscire dalla morsa del mobbing, occorre trovare il coraggio di parlare di quello che stai vivendo e informarti per elaborare una possibile strategia d’azione. Presso associazioni private o sportelli mobbing presenti sul territorio è possibile usufruire di servizi informativi o di intermediazione presso l’azienda, ma anche conoscere le possibili vie legali da intraprendere per l’eventuale richiesta di risarcimento conseguente all’accertamento del danno subito.
La nostra Associazione è composta da un Team di persone che hanno vissuto il mobbing direttamente o indirettamente. Ci siamo appoggiati a professionisti esperti (psicologi e legali) per poterti garantire un primo colloquio gratuito a seguito del quale potrai decidere se affidarti a loro per iniziare un percorso che ti aiuti ad uscire dalla situazione di malessere, cercando di capire se il tuo disagio è causato o meno dal mobbing, fornendoti gli strumenti utili e i giusti consigli per poter ritrovare te stesso e ritornare a casa.
Se pensi di essere vittima di Mobbing, ti forniamo una Guida pratica da seguire passo per passo, per iniziare a proteggerti e tutelarti, tenendo sempre presente che il Mobbing non sei tu.
E TU CHE PECORA SEI?
“Se anche tu ti senti una pecora nera dove lavori, grazie al tuo coraggio e alla nostra esperienza
faremo insieme il viaggio che ti riporterà a casa!”
-Nostos-
